Alto Adige: Progetto Erika, sostegno immediato alle vittime di violenza

4' di lettura 22/11/2021 - In situazioni di violenza le donne dovrebbero trovare una fitta rete in grado di fornire loro consulenza, sostegno ed accompagnamento: questo obiettivo non è perseguito solo dalla nuova legge provinciale che probabilmente sarà discussa dal Consiglio in dicembre, ma anche da numerose campagne e progetti già operativi.

Una di queste offerte è il progetto Erika, attraverso il quale le vittime di violenza possono ottenere più rapidamente reparti di Pronto soccorso degli ospedali altoatesini un sostegno professionale per uscire dalla situazione di violenza.

Il progetto è stato avviato nel 2015 a Bolzano, successivamenter, nel dicembre dell'anno scorso, è stato allargato a tutto l'Alto Adige. Nel 2017, un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato le linee guida per le Aziende sanitarie a livello nazionale. “La violenza non è mai una questione privata, anche se avviene soprattutto nella sfera privata. Dobbiamo quindi intensificare ulteriormente la rete di sostegno in Alto Adige per poter frenare la violenza contro le donne ed i loro figli”, sottolinea l'assessora alle politiche sociali, Waltraud Deeg. Se si considera che, secondo uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sino a due terzi delle vittime di violenza si rivolgono alle strutture ospedaliere, è chiaro quanto sia importante il personale che vi lavora per riconoscere i crimini violenti e per affrontare questa situazione in maniera professionale. Proprio per questo è di grande importanza il progetto Erika e la sua estensione territoriale a tutto l'Alto Adige.

Il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Florian Zerzer, concorda “Come Azienda sanitaria altoatesina, siamo attivi da anni per formare i nostri dipendenti sui temi della violenza e su come rapportarsi con le vittime di violenza. Sono convinto che quest'ulteriore iniziativa possa aiutare a fornire un supporto competente alle donne ed ai loro figli. Soprattutto in situazioni così difficili, non si tratta solo di garantire una buona assistenza medica, ma anche di riconoscere le vittime di violenza, accoglierle e garantirne la sicurezza. Ecco perché per me è molto importante che il progetto Erika diventi un modello".

Volantino informativo sul progetto Erika

Con la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra l'Azienda sanitaria altoatesina, la Ripartizione politiche sociali, la Polizia di Stato, il Comando locale dei Carabinieri e i Servizi antiviolenza, si garantisce alle vittime di violenza l'accesso ai servizi di supporto nel più breve tempo possibile ed inoltre un accesso prioritario e diretto alle prestazioni sanitarie in un ambiente protetto. Nell’ambito di corsi di formazione, appositamente organizzati, gli operatori dei Centri antiviolenza informano e sensibilizzano il personale medico ed infermieristico interessato dei reparti di Pronto soccorso, nonché le forze di sicurezza.

Ai quattro corsi organizzati nel 2021 hanno preso parte complessivamente 81 partecipanti, il cui numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni. I corsi sono finanziati dall’Azienda sanitaria e la Ripartizione politiche sociali sostiene i quattro Centri antiviolenza per la gestione di quest'offerta formativa con 25.000 euro. L’Azienda sanitaria e l’Ufficio per la tutela dei minori e l’inclusione sociale hanno anche pubblicato un volantino informativo che sarà disponibile in futuro nelle strutture pubbliche. Il volantino è anche disponibile sul sito Web dell'Azienda sanitaria. È inoltre previsto che nel 2022 verrà ulteriormente ampliata a tutta la provincia e rafforzata la rete di sostegno alle vittime di violenza. Nei prossimi giorni verrà inoltre convocata una conferenza stampa dell'organizzazione femminile Zonta Bolzano che prenderà posizione a sostegno del progetto.

Uno sguardo ai numeri evidenzia (purtroppo) che c'è bisogno di progetti di questo tipo: nel 2020, un totale di 619 donne sono state accompagnate e sostenute dai Centri antiviolenza. 72 donne e i loro 83 figli minorenni sono stati ammessi ai servizi di accoglienza ed agli alloggi protetti. Rispetto al 2019, più donne si sono rivolte a un servizio di consulenza (2019: 580), ma il numero di vittime accolte nelle Case delle donne o negli alloggi protetti è in calo (2019: 135).

Di seguito i numeri verdi sono disponibili 24 ore su 24:

Centro di consulenza per le donne in situazioni di violenza e Case delle donne a Bolzano: 800 276 433

Centro di consulenza per le donne in situazioni di violenza e Casa delle donne a Merano: 800 014 008

Centro di consulenza per le donne in situazioni di violenza e Casa delle donne a Bressanone: 800 601 330

Reperibilità telefonica ad orari prestabiliti:

Alloggi protetti a Bolzano: 800 892 828 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.30 e dal lunedì al giovedì dalle 13.30 alle 17.00)

Centro di consulenza per le donne in situazioni di violenza ed alloggi protetti a Brunico: 800 310 303 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2021 alle 16:57 sul giornale del 23 novembre 2021 - 103 letture

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