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“Pitbull”, operazione antidroga contro lo spaccio in provincia di Bolzano: 4 arresti

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Dalle prime luci dell’alba di sabato, 50 finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano, con il supporto di un elicottero della Sezione Aerea, hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Bolzano su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti destinatari, di origine albanese e bosniaca, indagati, allo stato delle indagini, per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Al contempo, le Fiamme Gialle altoatesine, coadiuvate dagli specialisti del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata del Corpo, oltre che dal fiuto dei cani antidroga e dei cash dog, stanno eseguendo numerose perquisizioni domiciliari e locali, finalizzate al reperimento di droga e denaro nella disponibilità dei destinatari della misura restrittiva e di ulteriori 3 concorrenti, denunciati a piede libero.

L’operazione in corso rappresenta l’epilogo di una complessa indagine che, prendendo le mosse da alcune evidenze acquisite nell’ambito dell’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio disposte dal locale Commissariato del Governo per corrispondere alle istanze di sicurezza della cittadinanza e contrastare i fenomeni di micro criminalità e spaccio di stupefacenti, spesso tra loro correlati, hanno progressivamente portato all’identificazione di un gruppo di soggetti, italiani e albanesi, che gestivano lo spaccio di cocaina sull’asse Merano-Bolzano.

A Merano, infatti, gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno identificato quello che può definirsi il primo anello della catena di spaccio: un vero e proprio “rider della droga”. Si tratta di un trentenne del posto, già noto alle forze dell’ordine, che riforniva sistematicamente numerosi “clienti” abituali, con il metodo del “porta a porta”, muovendosi per le vie del centro storico a bordo di una bicicletta, spesso accompagnato da un cane di grossa taglia (da qui, il nome dell’operazione – PITBULL).

Ottenuti i primi riscontri sull’attività di spaccio, i finanzieri bolzanini hanno informato l’Autorità Giudiziaria e dato avvio a più incisive attività di indagine, supportate da intercettazioni telefoniche, attraverso le quali è stato possibile risalire al fornitore del pusher meranese, un piccolo imprenditore edile di origine albanese, residente in città, che avvalendosi della collaborazione di alcuni familiari, approvvigionava numerosi spacciatori del Burgraviato rifornendosi, a sua volta, da un connazionale residente ad Appiano SSDV.

Particolari sono risultate le modalità con le quali i due davano corso ai rifornimenti, evitando incontri diretti ed utilizzando piccoli anfratti in aperta campagna, aiuole nel pieno centro cittadino ma anche aree cimiteriali, dove il primo depositava lo stupefacente richiesto e l’altro, prelevata la droga, il denaro a pagamento della fornitura.

Le attività investigative, protrattesi per circa sei mesi, hanno consentito la compiuta identificazione di tutti i soggetti coinvolti, la ricostruzione del complessivo “volume d’affari” generato dall’attività di spaccio, quantificato in non meno di 200 mila euro, oltre che il sequestro, in corso di indagine, di oltre un chilo di cocaina e 75 mila euro in contanti, rinvenuti dai finanzieri, sotto vuoto, in un muro a secco alla periferia di Appiano.

Oltre 1800 sono state, poi, le cessioni di droga documentate, a testimoniare la capillarità della rete di spaccio sgominata dalla Guardia di Finanza che, negli scorsi mesi, ha anche eseguito, nell’ambito dello stesso contesto investigativo, due arresti in flagranza di reato, denunciato a piede libero 3 soggetti di nazionalità italiana e segnalato 1 soggetto alla competente Prefettura locale per il possesso di cocaina ad uso personale.

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Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2023 alle 12:33 sul giornale del 18 dicembre 2023 - 56 letture






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